Intervista
al fondatore

«La mia più grande soddisfazione nell'esercitare la mia professione consiste innanzitutto nel saper identificare le necessità del cliente, reali o percepite, traducendole in un profilo che corrisponda al meglio alla descrizione delle funzioni, alla cultura e ai valori dell'azienda: una vera scommessa! A volte si tratta anche di cambiare il modo di vedere del cliente per spingerlo a cercare il profilo di cui lui e la sua azienda hanno realmente bisogno. In seguito c'è l'approccio dei candidati e la maturazione, a volte rapida, a volte lenta, dei rapporti con l'azienda. Infine, quando scatta l'intesa, mi sento invaso da una rara sensazione di realizzazione! La mia passione per la professione di «cacciatore di teste» (che espressione orribile!), o «Head hunter», mi porta a proporre un approccio interamente personalizzato del reclutamento.

L'innovazione risiede nell'uso coerente delle moderne tecnologie. I social network alimentano l'universo delle possibilità. Resta ferma la tradizione, con i classici fondamenti che si basano sul rispetto della rete e dei codici di condotta della professione.

Il mio desiderio è di essere un mediatore di talenti e di svolgere il mio lavoro con un unico credo: «Questo lavoro è una professione a pieno titolo.»

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